domenica 14 settembre 2008

Non c'è limite all'infamia.
Se penso ai tantissimi giovani che durante gli anni settanta sono morti ammazzati dagli antifascisti che oggi Fini cita ad esempio mi monta una rabbia....
E i giovani di An, quelli che ci salutano romanamente, che al collo portano la celtica e che ogni anno commemorano Ramelli e Pedenovi non hanno nulla da dire?

" E' doveroso dire che non si può equiparare chi combattè per una causa giusta di uguaglianza e libertà e chi, fatta salva la buona fede stava dalla parte sbagliata"
Gianfranco Fini

domenica 22 giugno 2008

IL BLOG DEDICATO A UNO DEI TANTI SALTIMBANCO DELLA POLITICA ITALIANA

DAL VOCABOLARIO DE AGOSTINI

PREPUZIO : in anatomia, rivestimento cutaneo del glande
CIRCONCISIONE : incisione della pelle che avvolge la parte superiore del pene

GIANFRANCO FINI : " IL FASCISMO FA PARTE DEL MALE ASSOLUTO"

DA REPUBBLICA

Il leader di An al primo giorno di una visita storica
Dura condanna del regime e di chi non si oppose
Fini in Israele "Il fascismo
fu parte del male assoluto"
"Nessuna giustificazione: un'infamia le leggi razziali"
Nell'incontro con Sharon ribadisce "l'amicizia tra i due Paesi"


Gianfranco Fini
allo Yad Vashem

GERUSALEMME - Parla di un'epoca del male assoluto Gianfranco Fini. Parla di un'epoca in cui sono state votate le leggi razziali, di un'epoca in cui sei milioni di ebrei sono stati censiti, cacciati dal lavoro, dalle scuole, depredati dei beni, dei diritti civili, denunciati, perseguitati, deportati e infine mandati a morire nei lager. E in quest'epoca del male assoluto il leader di An mette anche il fascismo, compresa la repubblica di Salò. Gianfranco Fini arriva in Israele e opera un ulteriore strappo con il passato. Così esplicito Gianfranco Fini non era mai stato. Di responsabilità degli italiani nelle leggi razziali aveva già perlato in passato. Oggi si spinge oltre e per la prima volta è più preciso. Parla di "infami leggi razziali volute dal fascismo".

Lo fa mentre sul capo ha ancora posata la kippà (il tradizionale copricapo ebraico) per la visita allo Yad Vashem, il museo dell'Olocausto di Gerusalemme. E' il primo giorno di Fini in Israele, un viaggio atteso da dieci anni da quando fondò Alleanza nazionale per abbandonare l'eredità fascista e passare al partito di governo, moderato e democratico.

Non c'è per Fini "nessuna giustificazione per i carnefici di ieri". Non solo per chi uccise ma "anche per chi poteva salvare un innocente e non lo fece". E poi si devono "denunciare le pagine di vergogna che ci sono nella storia del nostro passato. Bisogna farlo per capire la ragione per cui ignavia, indifferenza, complicità e viltà fecero sì che tantissimi italiani nel 1938 nulla facessero per reagire alle infami leggi razziali volute dal fascismo".


Amos Luzzatto, presidente delle Comunità ebraiche italiane, che ha accompagnato Fini nelle visita, coglie subito lo strappo con il passato. Più forte delle altre volte. "La grossa novità - dice Luzzatto - è che abbia menzionato il termine fascismo: è la prima volta che lo fa". Più tardi in conferenza stampa il leader di An dirà ancora di più. La Repubblica Sociale di Salò rientra o no tra le pagine vergognose del nostro passato? "Rientrano certamente tutte quelle pagine relative alla discriminazione e ancor più alla persecuzione nei confronti degli ebrei e più in generale delle minoranze. E quindi certamente vi rientra anche quella pagina", risponde testualmente Fini.

Può bastare a chi chiedeva al leader di An, in occasione di questo viaggio, di declinare meglio cosa significasse per il suo partito dirsi una forza post-fascista? La robusta revisione, che sta nel solco delle cose dette a Fiuggi, poggia su un terreno di concretezza. Il leader di An incontra a Gerusalemme Ariel Sharon e le massime autorità di uno stato dilaniato dal terrorismo, che conta infinitamente sull'amicizia speciale dell'Italia, soprattutto nel semestre di Presidenza Ue. Fini non si tira indietro. Non si deve "museizzare la storia", spiega "razzismo e antisemitismo - assicura - non sono alle nostre spalle, non appartengono ad un'epoca storica chiusa, ma esistono in forme diverse e mascherate".

L'esasperato anti-israelismo, per esempio, la virulenta polemica nei confronti del governo Sharon, per Fini altro non è che "un antisemitismo mascherato da antisionismo". Perciò, spiega il vice premier "io ho cercato in questi giorni di dire parole inconfutabili sul passato per costruire il futuro". In altre parole Fini invita ad imparare dalla storia, a tramandare a tramandare la memoria e l'esempio dei "giusti".

Inizia presto la giornata del leader di An in Israele. Inziza quando fa il suo ingresso con la kippà sul capo nel complesso monumentale che ricorda le persecuzioni degli ebrei. "Bisogna far sì che mai più in futuro sia riservato, anche a un solo essere umano, ciò che il nazismo riservò all'intero popolo ebraico", lascia scritto al Museo dell'Olocausto sul libro della memoria. Poi visita il "Memoriale dei bambini", nella "Tenda del ricordo" attizza la fiamma perenne che arde per celebrare il sacrificio dei sei milioni di ebrei morti. E in loro onore ha depone una corona.

Poi la conferenza stampa, in cui la condanna del fascismo si fa ancora più decisa. E quindi l'incontro con le più alte cariche dello Stato d'Israele, il presidente Katsav, il premier Sharon, il ministro degli Esteri, Shalom, il leader dell'opposizione Peres. Incontri in cui è stata ribadita "la profonda amicizia" tra i due Paesi, si è parlato dell'Iraq, ma soprattutto della pace in Medio Oriente e di quanto il governo israeliano sta facendo per la realizzazione della Road Map. "Sharon - ha detto il vicepremier - mi ha assicurato la disponibilità a incontrare Abu Ala" che verrà anche in Italia poichè "è opportuno far comprendere la necessità di un impegno per garantire il contrasto al terrorismo".